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  • Salvatore Enrico Anselmi

Rami


Salvatore Enrico Anselmi - Rami - poesia

Rami e chiome

a intreccio denso

campeggiano sul cielo

a mo’ di tarsia.

Nervoso sistema di vene adduttrici

d’inchiostro azzurro, pulsante,

di nutrimento succhiato alla terra.

Aria, come trapasso

insinuato nel reticolo freddo,

in contrasto col nebbioso ascendere

dei vapori dall’acqua, sull’acqua

liquescente a specchio,

rivalsa profonda

e scintillio di superficie.

Chiaro, polito smeriglio che rimanda

all’occhio e alla mente

al pensiero e al ricordo,

abbracciati, come fusti coevi

stretti a promesse e castoni.

Appoggio e vincastri sul piano, sul piano di posa

terroso, grasso di frutti che la nuova stagione ci dona.

L’ovattata stagione ha un suono

che non arretra ma assale piano

piano risale allo stato di brezza,

e trionfa.

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