MY RESEARCH BLOG

  • Salvatore Enrico Anselmi

Pensieri e aforismi


Quando lo sguardo in direzione del cielo intenderà scrutare le vette più estreme, per scorgerne i picchi e lo scintillio delle nevi perenni, dovrà prima soffermarsi sulla contigua punta delle scarpe calzate dal possessore dello stesso sguardo e concludere che il bene già conquistato è il macrocosmo vicino.





Dopo aver parlato agli alberi, in sequela nel bosco, seguirò la loro strada. Dopo aver battuto quella strada mi spingerò sul ciglio dei monti per conoscere le promesse dell’orizzonte. Quando l’orizzonte ferirà il mio sguardo mostrandosi ampio fin dove posso sostenere l’acume della luce e il querulo giogo imposto dal vento, allora avrò scoperto cosa significhi conquistare la terra e ascoltarne la voce.





Se da te io derivo, fronte grinzosa e pensante. Se da te mi sono nutrito, seno dolce ed estatico. Se da te ho appreso le note più gravi ma anche quelle più alte e argentine del trillo, allora a te devo la mia vita inanellata al colostro che nutre, al pensiero che non vacilla, alla perentoria ragione ravvisata dalla tua voce trasfusa nella mia.






Ho osservato un bambino cantare felice e compito, giovanissimo uomo e signore durante il primo giorno del mondo.

Ho osservato un gatto, striato dalle orecchie alla punta estrema di pennello attribuita alla sua coda, eterno sapiente smerigliato negli occhi.

Ho gioito per la gioia gratuita elargita dal cane fedele al suo compagno fedele su due zampe al quale non riserva l’appellativo di padrone ma di capo posto alla guida del suo branco.

Dopo aver osservato e gioito, ho preso per mano la mia mano di bambino e mi sono striato il corpo con le stesse nervature di un gatto.

Tornato bambino e sapiente, ho compreso che fedele è il passo di chi segue se fedele è il passo di chi guida.






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